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Fase 2. Le prime mostre

Anche se un po in sordina, è partita ufficialmente la Fase 2 di OCCHI ROSSI 2010. Alcune mostre sono già installate e ringraziamo i fotografi che – incarnando in pieno lo spirito del Festival – si sono autoprodotti questa seconda esposizione.

Ecco quindi le prime mostre in giro per la città.


Tadhg O Halloran “Alcohol”

Libreria Caffè Giufà. Via Degli Aurunci 38. 00138 Roma (San Lorenzo)
Dal 7 al 20 Giugno 2010.
[vedi l'anteprima]

Tadhg O Halloran. Fase 2.

Tadhg O Halloran "Alcohol" al Cafè Giufà


Flora e Susanna Contoli “Nylon”

Pub Saxophone. Viale Germanico 26 (Prati)
Dal 7 al 14 Giugno 2010.
[vedi l'anteprima]

Flora e Susanna Contoli. Fase 2.

Flora e Susanna Contoli "Nylon" al Pub Saxophone


Renata Romagnoli “Sonja Mirabelli”

Cheese and Cheers Delicatessen. Via Paola Falconieri 47/B (Monteverde)
Dal 10 al 23 Giugno 2010.
[vedi l'anteprima]

Renata Romagnoli "Sonja Mirabelli" al Cheese and Cheers

Claudio Sica

L’acqua di tutti
Un viaggio tra i Borana

L’acqua vista come una merce e non come un diritto fondamentale dell’uomo è un concetto che va sempre più diffondendosi in diversi angoli del mondo. In molti paesi crescono le tensioni per la privatizzazione di ciò che è oramai definito l’“oro blu”.

Nelle aride distese dell’Oromia, nel sud dell’Etiopia, i Borana, pastori seminomadi, gestiscono le risorse idriche attraverso un’organizzazione di tipo comunitario e ne garantiscono l’utilizzo a tutti senza nessuno scambio di denaro. Pozzi centenari conosciuti come “Pozzi cantanti”, scavati a mano nella roccia e mantenuti attraverso una precisa condivisione di lavoro volontario, permettono la sopravvivenza di questa popolazione e della loro unica risorsa, il bestiame, nei lunghi periodi di siccità annuale. Lunghe catene umane raggiungono le profondità dei pozzi portando l’acqua in superficie e il loro lavoro è scandito da un canto che emerge e si spande nell’aria.

C’è una regola non scritta nella gestione dei pozzi secondo cui nessuno possa essere escluso dal loro utilizzo. Come se in questa remota regione del pianeta l’acqua assurga a simbolo di elemento unificante e pacificatore persino tra gruppi di etnie differenti.

La particolare organizzazione sociale dei Borana merita in questo periodo storico una speciale attenzione per il modo straordinario in cui riesce a garantire a tutti l’accesso all’acqua in una delle regioni più aride della Terra abitata.

Scheda tecnica mostra
Showreel

Mariangela Sglavo

Medio Oriente

Questo lavoro nasce da un viaggio fatto in Medio Oriente un mese fa.

Ho viaggiato in Siria, Libano, Giordania. L’ obiettivo delle mie foto è di mettere in luce quanto questi Paesi tra loro si assomiglino, ma anche quanto tra loro siano diversi, lasciando all’ occhio dello spettatore il compito di identificare queste similitudini e spiazzarsi invece di fronte alla varietà offerta da questi luoghi, da queste persone.

Inoltre avvicinare l’ interesse di noi occidentali al Medio Oriente raccontandolo da un lato più “umano” è quanto mi propongo in generale nella mia vita, in particolare nelle mie foto.

Sono su un ponte che connette due lontane estremità e il mio ruolo è quello di essere messaggera di due voci.

Scheda tecnica mostra
Showreel

Mario Cirillo

Pomeriggio

L’obiettivo del mio lavoro è l’abbandono progressivo del soggetto figurativo, alla ricerca di una forma originale che rappresenti la persistenza delle immagini provenienti dall’esterno, e la loro progressiva trasformazione nella mente, che le spogli della loro realtà “materiale” e le rivesta di significati.

Scheda tecnica mostra
Showreel.

Laura Pujia

Ritagli di luce

All’interno della basilica di Santa Sofia ad Istanbul, la luce naturale è l’elemento qualificante; la sua penetrazione mobile nello spazio diaframmato dalle aperture, determina un dialogo continuo con l’uomo.

Le foto si propongono di cogliere il dialogo che la luce determina con l’ambiente, in cui, la percorrenza delle gallerie nei piani alti permette la lettura dello skyline della città con i suoi minareti ed armoniose cupole.

Le situazioni luminose, dai forti contrasti, nascono dal necessario rapporto tra i due spazi, uno interno (ombra) ed uno esterno (luce) invitando alla scoperta di una nuova prospettiva.

La rappresentazione di questi riquadri è volutamente frontale, lo scatto immortala, con piccoli spostamenti, la visione sempre mutevole che l’osservatore può ottenere osservando l’esterno.

Le visioni risultano illimitate e variabili così come inesauribile è la gioia di accogliere le sue infinite declinazioni.
Nei ritagli di luce l’occhio di chi osserva focalizza la sua attenzione su una parte dell’esterno che risulta essere sempre nuova.

L’obiettivo fotografico immortala dall’esterno l’attimo prezioso in cui l’immagine, incorniciata dal buio, acquista valore e contenuto, coinvolgendo l’osservatore a immedesimarsi in un’analoga scoperta.

Scheda tecnica mostra
Showreel