Forme di donna.
Rapidi scorci di donne diverse e di diversi modi di vivere l’essere donna.
Un filo che attraversa città lontane tra loro.. e le perle del filo, che raccordano dolcemente le città. Sguardi, gestualità, usi e costumi che manifestano la donna nelle sue molteplici forme.
Scheda tecnica
7 foto in bianco e nero formato 20×30.
MASSAGRIGIA è un sito/galleria fotografica, in rete dall’ottobre 2005, la cui particolarità è di presentare esclusivamente fotografie in bianco e nero.
L’attenzione della nostra produzione si sofferma sulla stampa artigianale su carta baritata ai sali d’argento, trattata sia con sviluppi tradizionali che per arti grafiche.
Manifestazioni
Il reportage ha come soggetto le manifestazioni tenute a Roma negli ultimi mesi, quali il milion marijuana march ed il gay pride.
In questa situazione, gli individui possono andare oltre i limiti, i modi di essere e gli schemi imposti dalla nostra societa bigotta esprimendo se stessi in armonia con le proprie scelte e la propria emotività, in un ottica liberatoria e di celebrazione del proprio Io.
Scheda tecnica
10 foto montate su pannelli di dimensioni diverse (piu o meno 60×50) e un video con sequenze di immagini
Abney Park Cemetery.
…. e allora le tombe se ne stavano tra loro e ci parlavano.
Se ci sintonizzassimo sulla giusta frequenza se ne potrebbero sentire delle belle.
La loro voce ci arriva tramite l’atto, compiuto dai vivi, della loro stessa costruzione.
Il luogo dove si seppelliscono le persone che ci hanno lasciato ci dice molto di piu’ su quelli che sulla terra ci sono rimasti che su coloro che sotto terra ci sono finiti.
La prossima volta che andate in un cimitero aprite le vostre menti, gli occhi e mettetevi in ascolto.
Abney Park Cemetery’, Stoke Newington High St, N16 OLN, London
Periferie Zen
Le immagini del servizio fanno parte di un lavoro svolto con gli adolescenti di una delle periferie più degradate di Palermo. Il progetto è nato dalla mia idea di rendere i soggetti delle immagini, protagonisti attivi di un evento culturale la cui fruizione fosse aperta a una utenza variegata.
Ho provato a sperimentare le potenzialità della comunicazione visiva di interferire con gli stereotipi negativi dell’immaginario collettivo, che contribuiscono all’esclusione sociale, accentuando il contesto di “ghetto” della periferia urbana, per me è stato importante che i ragazzi si riconoscessero nei ritratti e soprattutto che si evidenziasse una relazione fra il loro disagio e “lo spazio fisico” del loro quotidiano.
Ho inoltre realizzato delle interviste ai ragazzi, nelle quali spesso è emerso un senso di isolamento sociale, accentuato dalla percezione negativa del quartiere da parte del contesto cittadino.
Le interviste, in un secondo momento sono state rielaborate dagli stessi intervistati, e sono diventate testi utilizzati in canzoni in chiave rap.
Abbiamo poi creato degli eventi culturali in cui i temi elaborati durante le attività del progetto sono stati trattati dai ragazzi attraverso diverse forme di espressione artistica (musica, rap, monologhi recitati, attività circensi), ho scelto di utilizzare le foto montandole insieme alle interviste in un videoclip accompagnato dalle canzoni rap dei ragazzi.