Noi

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OR

OcchiRossi, festival indipendente di fotografia e non solo, nasce a Roma alla fine del 2008 da una connessione tra singol*, associazioni e camere oscure autogestite con l’obiettivo di diffondere una cultura fotografica indipendente, liberare la fotografia dai luoghi convenzionali e renderla fruibile da un pubblico non esperto, più vasto e casuale, che non sia rivolta soltanto ad un pubblico specializzato o di appassionat*.

Con questa ottica di apertura, nel corso degli anni e giunto alla 4a edizione, OR ha intrecciato i suoi percorsi con quelli di centinaia di fotograf* provenienti da esperienze diverse, che hanno avuto l’occasione di esporre il proprio lavoro, sia materiale che teorico, davanti a migliaia di persone e nei luoghi più disparati, dal bar alla panetteria, dall’erboristeria alle piazze.
Rendere la fotografia alla portata di tutt*, siano ess* spettator* o fotograf*: anche per questo, col fine di ribaltare il concetto di fotografia come forma d’espressione elitaria, OR propone incontri, workshop e seminari per la diffusione orizzontale dei saperi e lo scambio delle conoscenze, in un momento in cui tutt* possono fotografare ma in realtà poch* riescono ad accedere liberamente al sapere fotografico.

In contemporanea, l’interesse per le tematiche sociali ha portato il progetto ad attraversare e sostenere percorsi ed esperienze di movimento con azioni fotografiche e partecipazione attiva sia nella città che fuori, dalla lotta contro i CIE all’apertura di un contest/blog fotografico sulla crisi dedicato alla memoria di Antonio Salerno Piccinino, dalla campagna per l’acqua pubblica e i beni comuni, al controvertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici, al sostegno dell’occupazione degli operai ex RSI.

Così come ogni singola foto, OR è un’esperienza riproducibile: ne è un esempio OcchiRossi Matese, nato dall’interesse per questa esperienza di un gruppo di persone appassionate e non di fotografia, che nel 2010 ha riproposto il festival portando mostre, workshop e incontri in alcuni paesi del matese, cogliendo in pieno lo spirito di scambio e di orizzontalità di questo progetto.

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OcchiRossi, independent festival of photography – but not only – sees the light at the end of 2008, it was a connection of individuals, non profit organizations, and independent dark rooms whose aim is to spread an independent photographic culture, to free photography from conventional spaces and make it available to a non professional audience, wider and random, a photography not only targeting professionals and amateurs.

With this kind of open attitude OR has arrived to its 4th edition intertwining its growth with hundreds of photographers coming from various backgrounds, who had the possibility to display their works, either factual and theoretical, to thousands people, in the most diverse settings: from bars to bakery to herbal shops and public squares.

We want to make sure photography is out there for everyone who wants to see it, being them photographers or bystanders. That is also why OR , with the aim to overturn the elitistic idea of photography, proposes meetings, workshops and seminars to equally share knowledge and skills, it is a pivotal concept as everyone can shoot a photo but only few manage to freely access photographic knowledge.

At the same time, our deep interest for social topics brought us to go through and support several political projects with photographic performances and our personal involvement in our city and outside. We participated in the struggle against CIE , opened a blog and coordinated a photographic contest about crisis and dedicated to Antonio Salerno Piccinino, the campaign for public water and communal goods, the contestation to the Copenhagen summit on Climate change till the support campaign to the workers who occupied ex RSI.

OR, as every photo, is a reproducible experience, being a great example OcchiRossi Matese, that developed from the interest of a group of people who loved photography, and that in 2010 has organised the festival in several little towns of their area photographic exhibitions, workshops, and meeting, completely grasping the true meaning of sharing and equality inherent to our project.

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