futuroimmaginato
Festival

Il futuro immaginato – mostre ospiti

“Ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi
mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? quali
fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? quali
impreviste età dell’oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori
pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro..”
Italo Calvino – Il cavaliere inesistente

La crisi dell’attuale modello di vita occidentale ci rende difficile pensare a un futuro che non sia catastrofe, circondati da immagini che rimandano all’autodistruzione come unico scenario possibile.

Con questa premessa OcchiRossi si è chiesto come fosse possibile essere oggi fotografi-astronaut*, capaci di indagare desideri sotterranei e veicolare con le proprie immagini ipotesi di un futuro alternativo, sognato, utopico, naturale.

In questa ricerca OcchiRossi ha incontrato la visione di alcuni artisti e fotografi Filippo Bardazzi, Franco Brambilla, Andrea Buzzichelli, Benoit Cezard, Elena Givone, Elena Givone, Daniele Lira, Claudia Moroni, Graziano Panfili, Viola Pantano, Stefano Parrini, Francesco Romoli, Paola Verde), i cui lavori in esposizione costituiranno il cuore del Festival.

Abbiamo immaginato come vorremmo i corpi futuri, il pianeta futuro, i confini futuri, la casa futura, il lavoro futuro.


bardazzi

Filippo Bardazzi

Metamorfosi|Permanenze: Il villaggio di Corricelli – Filippo Bardazzi
Completamente disabitato da decenni, il villaggio di Corricelli è un piccolo insediamento collinare nella provincia di Prato, a mezza costa fra le cime della Calvana e la valle del Bisenzio in una zona ricca di colture, secondo un classico modello di podere toscano basato sull’auto-sostentamento. Un modello sradicato dalla cultura del nostro territorio a partire dagli anni del boom economico, in favore di un massiccio inurbamento, di un’impennata dei consumi e di un conseguente nuovo benessere raggiunto da ampie fasce della popolazione, che adesso giudicava imprescindibile una vita legata al lavoro e alle comodità offerte dalla città.

La crisi degli attuali modelli ha costretto ad un generale ripensamento di questa scelta in favore di un progressivo, se pur mediato, ritorno all’ambiente rurale e ai suoi prodotti, in nome di un nuovo rapporto diretto con la natura: impatto sostenibile, agricoltura biologica, risparmio energetico sono solo alcune delle espressioni nate nella contemporaneità, in seno a questa rivoluzione verde.

Dal 2003, grazie all’impegno di un gruppo di amici che condividono la volontà di “alleggerire la propria impronta ecologica”, Corricelli vive una nuova vita: il villaggio è adesso abitato e collegato col mondo, mentre le sue vecchie case in pietra vengono pian piano ristrutturate, con lo scopo di abitare l’insediamento su una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra.

In collaborazione con AFT – Archivio Fotografico Toscano

Filippo Bardazzi nasce nel 1987 a Prato, dove attualmente vive e lavora.
Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Firenze, comincia a collaborare con alcune testate locali fino all’iscrizione all’albo dei giornalisti nel 2011. Conclusi gli studi filosofici, approfondisce fin da subito la sua esperienza in campo fotografico. Nel 2009 con Varie ed Eventuali è tra i finalisti del festival internazionale Lucca Digital Photo Contest. Nel 2010 fonda BLITZ!, un collettivo di giovani fotografi con il quale ha già all’attivo numerosi progetti collettivi e individuali, oltre a workshop e incontri dedicati alla formazione e all’approfondimento in ambito fotografico. Il suo interesse in fotografia è rivolto in particolare alla documentazione del rapporto uomo-ambiente e dei legami fra passato e presente. Così dal 2011 collabora con l’Archivio Fotografico Toscano per la realizzazione di alcuni progetti di valorizzazione di fondi fotografici storici, attualmente in corso d’opera. Con Se ne sono andati tutti è segnalato per Giovane Fotografia Italiana e le immagini del progetto vengono esposte a Fotografia Europea 2012 di Reggio Emilia e al Torino Young City Festival. Attualmente è a lavoro assieme alla fotografa Laura Chiaroni ad un progetto di documentazione del West americano, Standing Still.

www.filippobardazzi.it


 

Franco Brambilla

Franco Brambilla

Invading the Vintage – Franco Brambilla

Nato il 23 marzo 1967 a Milano, diplomato all’Istituto Europeo di Design. Dal 1998 al 2005 collaboratore dell’inserto economico del Correre della Sera.

Nel 1997 assieme agli amici storici Pierluigi Longo e Giacomo Spazio fonda Airstudio, per molti anni punto di riferimento delle maggiori case editrici italiane

per la progettazione grafica e l’illustrazione. Da sempre appassionato di fantascienza collabora stabilmente con le più famose collane editoriali italiane: Urania e la raccolta di classici sci-fi: Urania Collezione, edite da Mondadori. Sempre per Mondadori realizza anche molte copertine di libri per ragazzi, Gialli, Segretissimo e fantascienza varia. Tra i soci fondatori della galleria “Limited No Art Gallery” nata da un’idea di Giacomo Spazio riceve per le sue copertine il premio  “Best Artist” agli European Awards all’Eurocon di Fiuggi nel marzo del 2009 e il “Premio Italia” durante i Delos Days tenutesi a Milano nel giugno 2011.

Nel 2007 lancia il suo progetto artistico: “Invading The Vintage” in cui le cartoline del nonno ma anche vecchi film e telefilm di fantascienza vengono invasi, reinterpretati o stravolti da simpatici quanto misteriosi piccoli Alieni. Il progetto è ancora in corso ed è molto conosciuto in rete, ospitato da decine di blog (tra cui “Boing Boing”, “Neatorama” e “beautiful/decay”) e riviste internazionali di arte e scienza tra cui Wired, Juxtapoz, Blue Canvas, BeDifferent, Sunday Telegraph e Newscientist.

Le sue “invasioni” hanno partecipato a molte collettive e fiere dell’arte tra cui “Pop Disaster”, “Stroke Berlino”, “Stroke Monaco” e “Step 09”.

“Invading The Vintage” nel 2011 è stato ospitato nella mostra “Anterieur Futur” tenutasi a Parigi  e organizzata dalla “Galerie Du Jour” di Agnes B. e nel novembre del 2012 compare, unico autore italiano su cento selezionati, tra le pagine della prima grande raccolta di “Geek-art” (Geek-art Une Anthologie) redatta da Thomas Olivri. Per il fashion designer Steven Tai invade le foto fatte da Miguel Jacobs per pubblicizzare la sua collezione di alta moda 2013.

www.francobrambilla.com


andrea buzzichelli

andrea buzzichelli

Imaginary World – Andrea Buzzichelli

 

L’occhio umano non può cogliere la realtà oggettiva, non vede le cose come sono, ma è sottoposto all’arbitrio dell’essere pensante, e al suo stato emotivo. Per questa ragione ogni visione del mondo è parziale e in qualche modo distorta. Utilizzo la fotografia per tentare di andare oltre, o quantomeno per coinvolgere lo spettatore “illuso” di assistere all’unica realtà, in un gioco al confronto con verità non necessariamente più profonde ma sicuramente “altre”. C’è sempre qualcosa che sfugge allo sguardo, una certezza che viene meno se la nostra osservazione si prolunga, quasi un intero mondo parallelo che si manifesta e stupisce. A noi la scelta di considerarlo immaginario o al contrario (o proprio in virtù di questo) estremamente reale.

“Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo”

Anais Nin

Nasce nel 1969 a Colle Val d’ Elsa . Inizia a fotografare negli anni 90 ma l’ amore era già nato con la prima Polaroid della comunione. Un autodidatta che definisce la sua miglior scuola tutti gli amici fotografi che ha avuto modo di conoscere in questi anni. La sua, è una ricerca individuale e non pretende di raccontare niente di diverso da quello che “osserva”. Molti dei suoi scatti sono singoli e difficilmente collocabili in un portfolio. Interpreta la fotografia come un potente antidepressivo del quale non può fare a meno. Proprio per questo scatta molto in analogico, convinto che la concentrazione su ogni singolo scatto sia decuplicata rispetto alla pratica immediatezza del digitale.

www.andreabuzzichelli.it


Benoit Cezard

Benoit Cezard

China 2050 – Benoit Cezard

Fotografo francese che ha vissuto a Wuhan, nella provincia di Hubei, per sei anni, ha improvvisamente raggiuto la fama su internet dopo aver ideato una serie di foto nelle quali alcuni Caucasici posano come lavoratori migranti in Cina.
Benoit Cezard è convinto che, entro il 2050, la Cina supererà gli Stati Uniti diventanto la prima potenza economica mondiale e, come risultato, gli stranieri arriveranno in Cina per svolgere lavori manuali e sottopagati – dal venditore di strada al lavoratore domestico – la maggior parte dei quali adesso sono svolti da lavoratori a basso costo provenienti dalle zone rurali della Cina.

 

www.benoitcezard.com


Elena Givone - 2009 Flying away Salvador de Bahia

Elena Givone

FLYING AWAY BAHIA – Elena Givone
Le immagini fotografiche del progetto “Flying away” di Elena Givone superano i limiti del reportage tradizionale, riuscendo a coniugare uno spirito documentaristico autentico e un attivo impegno sociale a pratiche proprie del contesto artistico contemporaneo. L’idea di ritrarre le persone su un tappeto, coinvolgendole in un gioco di cui la fotografa è artefice e protagonista, raccontando loro una storia che induca in loro un preciso comportamento, spezza infatti l’abituale meccanismo che ci lascia semplici spettatori di una realtà lontana. In tal modo, invece, Elena rende evidente la sua presenza e imprime al lavoro una nuova connotazione socio-antropologica ed emozionanti risvolti psicologici. Flying Away è ora approdato a Salvador de Bahia, tra i minori infrattori della legge. La condizione di privazione della libertà personale sofferta dai protagonisti ritratti da Elena, e che in alcuni scatti irrompe con durezza nel nostro campo visivo, crea un contrasto forte e toccante con l’atmosfera di magia in cui lei li immerge e con la sincerità dipinta sui loro volti, dopo che essi hanno accettato di condividere con noi i loro sogni. Le fotografie di Elena Givone aprono così nuovi orizzonti a noi, resi partecipi, anche solo un poco, del loro mondo interiore, ma soprattutto orizzonti di speranza ai ragazzi, nella convinzione che senza la capacità di sognare non è possibile costruire un futuro diverso.
Daniele De Luigi

Elena Givone nata a Torino il 18 febbraio 1979. Vive e lavora tra Torino e Amsterdam. Dopo gli studi in Scienze Internazionali e diplomatiche, nel 2006 si diploma allo IED e vince il premio “Attenzione Nuovo Talento Fotografico FNAC” con il progetto “PAZI MINE- Sarajevo 2006”. Successivamente frequenta la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam.
Nel 2008 il Museo di Arte Contemporanea di Florianopolis, in Brasile, ospita una sua Mostra personale a seguito della vincita del premio “Moovin’ Up” patrocinato dal GAI. Con l’occasione porta avanti progetti di ricerca personali, tra cui “Flying Away”.
Attualmente è rappresentata dall’Agenzia Contrasto

http://elenagivone.fotoportal.it


daniele lira

daniele lira

Lampedusa direzione nord – Daniele Lira

Il lavoro prende in considerazione la nuova vita possibile qui in Italia per i rifugiati africani. Si tratta di
ragazzi che hanno chiesto asilo dopo essere sbarcati a Lampedusa un anno e mezzo fa, scappati
letteralmente dalla Libia mentre in quel paese imperversava la guerra. Queste immagini rappresentano
il tentativo di raccontare il civile processo di integrazione che sta avvenendo in Trentino e che dovrebbe
portare ad una pacifica e proficua connivenza con il nostro mondo.

Guida alpina e fotografo trentino, da anni Daniele Lira cura progetti legati al territorio. Dal 1998 al 2004 collabora con l’A.p.T. Lagorai al programma “Lagorai: natura in libertà”, che coniuga ambiente, poesia e fotografia. Nel 2003 pubblica il volume “Perché il silenzio non ha parole – Malghesi e pastori del Lagorai”, accompagnato da testi inediti di Mario Rigoni Stern, Alda Merini, Giovanni Raboni, Mario Luzi, Franco Loi. Nel 2004, insieme a Nino Migliori e Paolo Crepet, segue il progetto “Lagorai Immaginato”, una rivisitazione sperimentale dell’iconografia turistica, presentata al Mart di Rovereto. Del 2005 è la ricerca “La ferrovia della Valsugana – Interpretazioni fotografiche”. Dal 2007 organizza il festival Rovereto Immagini. Nel 2008 pubblica il volume “Baldus – Il Monte Baldo, lo spirito e la terra” per Marsilio Editore. È ideatore del progetto “Fototrekking obiettivo Trentino”. Nel 2010 espone a Fotografia Europea di Reggio Emilia ed è uno degli autori di “Moon Landing” (Montura Editing). Sempre per Montura Editing nel 2011 pubblica “Fango” ed espone al Trento Film Festival 2012.

http://www.synapsee.it/Fotografi/Fotografo/id:20/


Claudia Moroni

Claudia Moroni

Anima Animus – Claudia Moroni
Anima Animus e’ una serie di ritratti di individui trans* e genderqueer residenti in Inghilterra.
Le persone ritratte hanno intrapreso una transizione dal sesso assegnato loro alla nascita e il genere sessuale con il quale si identificano.
I ritratti sono stati scattati in studio con il banco ottico, sfruttando il principio di Scheimpflug per restringere significatamente l’area di messa a fuoco alla zona degli occhi.
Questa scelta stilistica nasce come reazione alla tendenza da parte dei media di focalizzarsi esclusivamente sulla corporalita’ delle persone trans*, cancellandone virtualmente l’identita’.
I ritratti fanno parte di un progetto in corso sul tema dell’identita’ di genere e la comunita’ trans* londinese.
Originariamente il progetto e’ nato grazie all’aiuto di Santi Oliveri, fotografo e curatore alla galleria Vol De Nuits di Marsiglia, che mi ha spinto ad indagare il tema “borderline gender” per la mia prima personale e che vorrei pubblicamente ringraziare per la splendida opportunita’ che mi concesso.

Claudia Moroni e’ una fotografa ritrattista Italiana, residente a Londra. Le sue fotografie hanno vinto diversi concorsi, sono state pubblicate su Wallpaper*, The Guardian e Vogue Italia e sono state esibite in ambito nazionale ed internazionale. Claudia e’ una grande amante della fotografia analogica e realizza tutti i suoi progetti personali su pellicola, passando dal piccolo al largo formato, inoltre stampa regolarmente da se’ in camera oscura. A volte si vede costretta a scattare in digitale per esigenze di lavoro. Al momento, Claudia divide il suo tempo tra lavori commerciali e una serie di progetti personali. Quando non scrive di se’ alla terza persona, Claudia si diletta a cucinare piatti vegani, a sognare ad occhi aperti e a sguazzare in acqua dolce, con una particolare predilezione per laghetti e cascate.

www.claudiamoroni.co.uk


graziano panfili

graziano panfili

SONO TRA NOI – Graziano Panfili

“Mi svegliai una mattina mezzo cieco. L’oculista disse che guasti organici non c’erano. Forse mi ero sforzato troppo a guardar quadri? E se avessi provato orizzonti più vasti? (Bruce Chatwin, 1996) Se fossimo soli nell’universo, sarebbe un vero spreco di spazio. (Contact) “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.” (Yuri Gagarin)* *Sono tra noi o almeno potrebbero esserci, basta guardare le cose diversamente: al nostro vicino di casa, ai campi divisi dalla strada che stiamo percorrendo, al bosco che è stato scena fissa della nostra vita, alla luce che vediamo in lontananza, è una questione di sensibilità. Sono tra noi o forse arriveranno presto, e quindi vale la pena prepararsi al loro arrivo, allenare la vista, abituarsi alla loro presenza. Sono tra noi, e per capirlo ci vuole poco: basta guardare ai dettagli che ci circondano, la luce si fa racconto, genere, dimensione. Sono tra noi e io vi ho avvisato.

Graziano Panfili è nato a Frosinone nel 1971. Ha studiato reportage presso la Scuola permanente di fotografia Graffiti a Roma e ha frequentato seminari e workshop con molti professionisti. Numerosi sono i progetti che ha realizzato finora e che gli hanno fruttato prestigiosi riconoscimenti. Attualmente è testimonial della casa nipponica Ricoh per le fotocamere digitali e tiene seminari e workshop in tutta l’Italia. Sue foto sono state pubblicate in diversi quotidiani e periodici su carta e on line, libri e copertine CD. Attualmente fa parte dell’agenzia fotogiornalistica Onoff Picure Pubblicazioni: Io Donna, L’Espresso, Dcasa, La Repubblica, Le Monde, Internazionale, Riders, Wired, Diario. Premio Fotografico Nazionale ENI Fond. Enrico Mattei 2007, Premio Pilsner Urquell International Photography Awards (IPA) 2008 – Editorial – Others – N.P., Photographer of the Year 2008 (Orvieto fotografia Festival), Premio Gold Award reportage 2008 (Orvieto fotografia Festival), Premio A Better World 2009 – Fotografia, Premio Pilsner Urquell International Photography Awards (IPA) 2010, FOTOGRAFIA FESTIVAL ROMA 2011 – Menzione d’onore e proiezione al MACRO, Premio FOTOLEGGENDO ROMA 2011, Prix de la Photographie Paris 2012 SILVER MEDAL – Professional – Press – Performing Arts e Primo Premio 2013 – Seeingthelightcontest

www.grazianopanfili.com


 

Viola Pantano

Viola Pantano

GRAVITY PROMISED – Viola Pantano

Questo progetto fotografico si regge interamente su quattro punti cardine :

L’aspetto propositivo e di denuncia:
Ha l’ambizione di portare alla luce luoghi dimenticati e privati di qualsiasi utilizzo, MOSTRANDOVI LA GRAVITA’ DEL LORO ABBANDONO… ambientandovi una realtà che non esiste per far crescere il desiderio di poterli trasformare in spazi espositivi al servizio dell’arte contemporanea senza mutare il loro aspetto e fascino.
La sfera del sentimento:
Nasce dal bisogno elevarsi, di smettere di combattere la forza di gravità,di avvicinarsi ai sogni,di provare la sensazione di leggerezza di quando non si hanno i piedi ben saldi a terra.
La tecnica:
Aspetto fondamentale è l’utilizzo del compositing.
In una foto si racchiudono molti istanti,la foto diventa un contenitore di momenti ed azioni differenti che soltanto in un secondo tempo torneranno uniti.
La contraddizione:
Si mette in discussione la fissità attribuita alla fotografia. Ci si avvicina al video utilizzando le tecniche fotografiche.
I soggetti vengono­ ritratti in un lasso di tempo abbastanza lungo, cosicché si abbia la sensazione dello scorrere del tempo quando li si osserva.

Viola Pantano nasce ad Alatri nel 1987 dove vive e lavora. Il suo percorso artistico inizia con la danza a fianco della coreografa Alessia Gatta, ideatrice del progetto Ritmi Sotterranei.
Il contatto sempre più diretto con la ricerca dell’espressione contemporanea spinge Viola all’approfondimento di varie arti visive quali la Pittura, la VideoArte e la Fotografia, rendendola un personaggio estremamente multiforme ed eclettico.
Nel luglio 2008 collabora come assistente per il fotografo Arash Radpour affiancandolo nella realizzazione della Campagna “Jeckerson”, pubblicata su Vogue Uomo.
Nel Giugno 2009 si Diploma con il massimo dei voti presso il dipartimento di Fotografia dell’Istituto Europeo del Design – Roma e da allora collabora con lo Studio di Massimo Siragusa per la post-produzione di alcuni lavori.
Dal 2008 partecipa a numerose mostre personali e collettive, tra cui: The Unspoken presso la B-gallery di Roma; La personale Contemporary Portraits presso la RGB gallery; The Immaginary Friends al teatro Palladium e una Video installazione in Piazza Castello a Ferrara.
Due i premi vinti fino ad oggi: vincitrice del concorso Tutto in una notte – IED Roma; finalista e premio speciale nel concorso Premio Arte Laguna 2010 “Mostra Collettiva, Istituto di Vienna & Praga”.

www.violapantano.com


Stefano Parrini

Stefano Parrini

In progress – Stefano Parrini
Vista dall’alto, attraverso uno strumento moderno come google earth, il nostro pianeta mostra chiaramente il volto dell’opera dell’uomo e dei cambiamenti climatici che porteranno le generazioni future a doversi adattare ad una vita diversa. In progress ci mostra la capacità del progresso di allontanarci volutamente dagli avvenimenti, come nel caso della tragedia amazzonica. Un disastro, la morte delle foreste e degli animali, il dolore e il pericolo si trasformano in fasci di linee e forme indifferenti. In un certo senso questa serie di fotografie è una cronaca diretta dai territori dove la realtà si intreccia con la virtualità e perde il potere di eccitare le emozioni acute e profonde. Qui il progresso risolve in miniatura il suo piu importante compito che è quello di liberare dal disagio. Il progresso anestetizza le anime che dovrebbero dolere per custodire la vita. In Progress è un progetto composto da 80 polaroid suddivise in quattro capitoli: la deforestazione, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

Nato a Barberino Val d’Elsa (FI) vive a Poggibonsi (SI). Dal 2007 ha partecipato a numerose mostre in tutta Italia, conseguendo diversi premi. Nel 2007 vince il premio “Epson-Le Logge” al Toscana Fotofestival (terzo classificato nel 2010), nel 2008 vince il “Portfolio dell’Ariosto”, nel 2009 menzione d’onore al LUCCAdigitalPHOTO Contest e vince il premio “A Better World”, nel 2010 ottiene una menzioni d’onore all’IPA International Photography Awards e una menzione d’onore al Blurb Photography Book Now, nel 2011 vince il SI Fest, nel 2012 selezionato per Descubrimientos PhotoEspana e finalista del premio Fondazione Fabbri. Espone in varie citta’ italiane partecipando a varie manifestazioni (Portfolio Italia, Toscana Foto Festival, Confini07, FoFu Phot’art , Musinf, Artefiera OFF, SI Fest) e pubblica su alcune riviste di settore (Il Fotografo, Fotoit, FotoCult, Gente di Fotografia). Dal 2012 fa parte del progetto Photo Ltd collezionismo d’autore curato da Daniela Trunfio e partecipa al progetto Reflexions Masterclass sotto la supervisione di Giorgia Fiorio e Gabriel Bauret. E’ cofondatore del collettivo Synap(see).

www.stefanoparrini.it


Francesco Romoli

Francesco Romoli

Postcards from the future – Francesco Romoli

“La famosa attrice Colleen Moore scrisse una volta sulle audaci donne moderne che incontrava ogni giorno per le strade della città di New York: “Erano eleganti e sofisticate con quell’aria di indipendenza che mostravano, così casual nel loro aspetto e nel modo di vestire da sembrare quasi noncuranti. Non so quando ho cominciato a capire che rappresentavano l’onda del futuro, ma mi sono subito sentita attratta da loro. Ho condiviso la loro inquietudine, capivo la loro determinazione a liberarsi … e scoprire da sole la vita e il futuro in arrivo. “

Anche se questa affermazione potrebbe facilmente essere scritta oggi, Moore ha scritto tale paragrafo quasi un secolo fa, mettendo così in luce il fatto che, nonostante ognuno di noi percepisca il tempo in cui vive come unico e singolare, il flusso e riflusso dei progressi scientifici, culturali e politici servono da fattore di omogeneizzazione nel determinare l’identità di ognuno di noi.

Consapevole di questo, Francesco Romoli ha preso la classica cartolina di inizio secolo e ha sovrapposto apparecchi radio, robot e televisori, sostituendo parti del corpo dei vari soggetti. Il risultato è un’immagine surreale e allo stesso tempo classica, un lungimirante lavoro tecnologicamente raffinato consapevole del suo passato altrettanto innovativo.
Cosa sarebbe successo se il futuro fosse arrivato prima? E in che modo la tecnologia sta cambiando la fotografia? Otto immagini per fare un parallelo tra la nostra società e la fotografia contemporanea e provare a immaginare come sarà il nostro futuro.

Francesco Romoli nasce a Pisa nel 1977. Da sempre interessato a forme espressive di qualsiasi tipo a 14 anni inizia a studiare chitarra, strumento e solfeggio, sua grande passione tutt’ora. Appassionatosi di informatica nel 1998 comincia ad occuparsi di hacking e net art, in parallelo agli studi. Si laurea nel 2004 a Pisa in informatica. Nel 2010 comincia a usare photoshop per le sue creazioni, a metà strada tra grafica e fotografia.Nel 2012 comincia a studiare presso il centro di fotografia contemporanea Fondazione Studio Marangoni di Firenze. “

www.russelaid.com


Paola Verde

Paola Verde

Invisible Cities – Paola Verde

Questi lavori fanno parte del progetto della trilogia sulle Cittá Invisibili: PERPETUUM MOBILE ( fotografie, oli su tela e inchiostri su carta in collaborazione con il pittore Andrea Chiesi ) ENDE NEU, ( foto collages/ digital manipulation – in collaborazione con Fabio Giampietro, Vins Grosso e Alberto Ponticelli) e TABULA RASA (digital photographies).

Paola Verde nasce a Milano il 03 luglio 1976 dove si laurea in Architettura e frequenta l’ Istituto Italiano di Fotografia. Interessata da sempre alla città’ e ai suoi cambiamenti, documenta il declino delle metropoli nell’ era post industriale attraverso scatti realizzati all’ interno di vecchie fabbriche dismesse ed edifici industriali abbandonati, tra cui le ex Acciaierie Falck, lnnocenti, Breda di Milano, Porto Marghera a Venezia, ex Fiat a Torino…
Il suo lavoro fotografico su Berlino, città’ in cui si trasferisce nel 2009, diventa spunto ed ispirazione per una mostra realizzata insieme al pittore Andrea Chiesi dal titolo Perpetuum Mobile.
Alle foto tradizionali scattate in pellicola o in digitale affianca i lavori sulle Citta’ Invisibili e sulle Stagioni delle Nebbie, composizioni digitali dove rappresenta metropoli in bilico tra il passato e il futuro, in un ipotetica era apocalittica dove le rovine del futuro si stratificano sulle macerie del passato, in un crescendo di edifici derelitti e fantasma senza più alcuna presenza umana.
I suoi lavori sono stati pubblicati su numerose riviste e magazine e presentati all’ interno di mostre in Italia e all’ estero e in fiere come Miart (Milano) e Stroke (Berlino).
Come curatrice ha collaborato con importanti artisti internazionali, organizzatrice a Milano di numerose mostre ed eventi, tra cui Whereis101 e Whereis107, illegal art happening in fabbriche abbandonate. A Berlino nel 2009 ha fondato il progetto artistico XLAB Corrosive Art Farm con sede a Kreuzberg, ospitando mostre personali di vari artisti di ogni calibro e nazionalità come Giacomo Spazio, Andrea Chiesi, Prof. Bad Trip, Karl Persson, Erik Kirton, Akab, e Vins Grosso.

www.paolaverde.it

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