Fausto Palomba. Lagrimas de Oro
Anteprima

Galleria Fausto Palomba. Lagrimas de Oro

“Quello è Cuianchaqui, re dei Duendes (folletti) e signore dell’oro, decide lui se farti trovare l’oro e in che quantità, per questo bisogna ingraziarselo con grandi sacrifici” Eliseo detto Theo, minatore

La crisi delle economie Occidentali ha causato, tra le varie conseguenze, un vertiginoso aumento del prezzo delle materie prime e in particolare dell’oro.
Nel fragile e complesso microcosmo della Selva Amazzonica ogni cambiamento può dar vita ad impensabili fenomeni economici e sociali. I nativi, immersi nella foresta, lavorano tutto il giorno setacciando le acque del fiume alla ricerca del prezioso metallo. Hanno trovato da questa situazione, una nuova ed incredibilmente fruttuosa fonte di guadagno, ogni operaio di miniera guadagna tre volte di più di un normale peruviano, mentre un proprietario ha un introito circa dieci volte superiore.

La maggiore disponibilità economica non è però direttamente proporzionale ad una qualità di vita migliore. Lungo l’Interoceanica, nuova strada che collega Brasile e Perù da una sponda oceanica all’altra, congiungendo, in sole sei ore, tragitti che prima richiedevano ben sei giorni di viaggio, prosperano città fantasma quali Colorado, che ironicamente hanno non solo il nome ma anche l’aspetto delle antiche città del far west. Colorado, diventata il riferimento per tutti gli accampamenti della zona, è cresciuta come un bazar fornito di ogni possibile prodotto per i minatori, dai migliori pezzi di ricambio Nissan e Volvo alle prostitute provenienti da tutto il Peru.

I minatori si spostano dalla Selva, presso città come questa ogni fine settimana, per poter cambiare l’oro estratto in denaro contante. E, proprio come succedeva nel vecchio west, quanto guadagnato viene interamente dilapidato nei numerosi bar, bordelli e bische di Colorado e città simili, rendendo gli uomini più malati, poveri ed alienati. La vita del minatore si ripete così sempre uguale ogni settimana che passa.

L’alienazione della vita dei minatori si rispecchia nella puzza mista di rifiuti, fogne a cielo aperto e nell’immancabile odore diesel dei motori sempre accesi. Quest’area Amazonica consuma la stessa quantità di carburante di una piccola metropoli. Lo sviluppo senza controllo scarica tutta la sua produzione di rifiuti, deforestazione, inquinamento da mercurio, in piena foresta e in quello stesso fiume dove lavorano e vi trovano fonte di cibo e acqua, migliaia di persone ogni giorno.

 

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