Federica Giunta. Odisha Diary
Anteprima

Galleria Federica Giunta. Odisha Diary

Nel 2011 ho trotterellato per quasi un anno fra India, Nepal e Kashmir .
Il mio Viaggio ha avuto inizio e ha avuto fine in una regione per me indimenticabile, affacciata sul Golf del Bengala e animata da colorate divinità dall’aspetto stravagante e da stravaganti genti dall’aspetto colorato: l’Orissa.

L’ho girata in lungo e in largo e ogni suo posto, nonostante la semplicità dei suoi paesaggi e della sua vita, mi ha profondamente affascinata.

Ed è qui che ho capito che forse è proprio quella semplicità il suo segreto: una semplicità che i molti rifuggono e i più vogliono abbandonare a favore di una complessità vuota, costruita e inutile.
La semplicità del vivere in comunità, che il nostro individualismo ci fa risultare sempre più difficile; la semplicità del vivere nella natura, vista come Genitrice e Distruttrice, perché inizio e fine di tutte le cose; la semplicità del vivere al fianco di altre culture o religioni con grande rispetto e dignità.
Gli ultimi mesi di questa avventura ho vissuto nella zona centrale dell’Orissa, sulle colline Niyamgiri, che formano una piccola catena montuosa sacra agli abitanti dei villaggi che la vivano. Questi si chiamano DONGRIA KONDH.

Sono i Kondh (nome della popolazione tradizionale) delle Colline, che vivono queste terre coltivando ananas, zenzero, curcuma, frutti dell’albero del pane e scambiano questi prodotti durante il mercato settimanale a pochi chilometri di distanza.Il tempo qui scorre lento e sereno: ognuno ha la sua occupazione che aiuta a mantenere l’equilibrio non solo familiare ma dell’intero gruppo.

Le foto Raccontano queste terre e questi volti. Trattengono e sprigionano profumi pungenti e luce accecante. Traghettano colori variegati verso i nostri neri uniformi (nonché uniformi nere). Ritraggono povertà materiale e ricchezza interiore. Esprimono l’amore che nutro per questa terra

A metà tra un diario di bordo e un reportage etnografico, questa esposizione vuole far conoscere un luogo dell’India fuori dai circuiti turistici e dell’interesse dei più, mostrandone solo una parte, piccola ma profonda.

Forse proprio la parte che poi tutto ha cambiato.

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