Giorgio Della Rocca. Balcani
Anteprima

Galleria Giorgio Della Rocca. Balcani

“A Visegrad c’e’ un ponte, un ponte sulla Drina; un ponte fra la Serbia e la Bosnia; un ponte fra il mondo cristiano e quello musulmano; un ponte fra l’Oriente e l’Occidente. C’e’ un ponte (come in ogni altro dove) fra il passato e il futuro”

Ivo Andric

Solo un’ora di aereo separa l’Italia da questa terra ma per alcuni aspetti, quando si arriva, sembra di aver fatto un viaggio di anni.

Troppi ponti sono stati distrutti e, anche se sono stati ricostruiti, spesso rimangono cicatrici materiali e culturali difficili da rimarginarsi.

Due sono i paesi che ho più frequentato in questi ultimi anni, la Bosnia Herzegovina e l’Albania, due paesi molto diversi tra loro.

In Bosnia insieme ai moderni grattacieli e classici minareti  il centro di Sarajevo ci accoglie con le sue stradine pieni di giovani che quotidianamente vivono cercando un futuro che, il più delle volte, trovano solo fuori dal loro paese di origine, si ha, spesso,  l’impressione di vivere in un paese che si avvita su stesso e da cui è difficile trovare una via d’uscita.

L’Albania, al contrario, sta costruendo a tappe forzate un ideale e robusto legame con l’Europa, un ponte troppo spesso costruito sulle basi economiche  e  non culturali con la conseguenza di aumentare il divario tra città e campagna tra ricchi e poveri.

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