Massimiliano T. Rezza “Realmente Rovesciato”

MASSIMILIANO T. REZZA

REALMENTE ROVESCIATO

Il titolo si riferisce a un testo presente in ‘La società dello spettacolo’ di Guy Debord: ‘Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso’.

Il flusso di informazioni e immagini che scorrono sullo schermo televisivo vorrebbero ottenere una risposta univoca da parte dello spettatore. Il lavoro, invece, che consiste di fotografie fatte allo schermo televisivo vorrebbe ribaltare la posizione passiva dello spettatore.

Questo estrae dal flusso televisivo e fissa solo le immagini che appartengono al suo immaginario individuale con il risultato di ricreare un universo onirico assolutamente alieno e differenziato dalla sorgente.

Realmente Rovesciato è il primo capitolo di un progetto sul mezzo televisivo, o più in generale, sulla comunicazione audiovisiva.

Con questo lavoro cerco una via di fuga individuale e surreale al messaggio mediatico. Le foto sono state scattate con una macchina fotografica digitale a una porzione limitata di schermo durante la messa in onda delle normali trasmissioni televisive: telegiornali, film, documentari, talkshow. La banda scura presente in ogni foto è l’area ‘fuori campo’ dello schermo televisivo, l’area in cui si trova lo spettatore. Quel buio è un luogo fisico, privato e mentale da cui parte la sovversione individuale.

Un messaggio mediatico richiede una partecipazione e una risposta del pubblico univoca progettata da curatori, registi, direttori di telegiornali e responsabili della comunicazione. Si può però sovvertire l’immagine televisiva o filmica (e quindi il suo messaggio) se riconosciamo in essa delle caratteristiche strettamente personali o se la scomponiamo e ne utilizziamo solo una parte. Queste ‘frazioni del tutto’ sono aliene allo schermo, sembrano sorte autonomamente nell’immaginario individuale. Non è un caso che molte di queste osservino la forma di simulacro onirico. Le foto di Realmente Rovesciato non hanno più il tempo televisivo, ma un tempo irreale, un tempo della memoria.

 


MASSIMILIANO T. REZZA

Nato nel 1967. Si forma all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (2006), dove consegue anche il Master in Fotogiornalismo (2009). Segue corsi di Visual Studies tenuti da Katharina Sieverding. E’ stato finalista Descubrientos Photo Espana 2008, Surrau PhotoWin (2010) e Premio G. Tabò (2010). Mostre: Su Palatu, Festival della Fotografia di Roma (edizioni 8 e 9), Artèfoto (2010), FAO (2007), Fotoleggendo (2010).

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