M. Sampaolo, L. Caddeo

Fiumara Grande

“Ond’io, ch’era ora a la marina vòlto
dove l’acqua di Tevero s’insala,
benignamente fu’ da lui ricolto.”
[Dante, Purgatorio, Canto II, vv.100-102]

E’ proprio su uno dei rami del delta del Tevere, nel punto in cui l’acqua del fiume “s’insala”, che sorge il centro abitato di Fiumara Grande (Fiumicino). 
La zona è stata colpita da decenni di selvaggio abusivismo edilizio, responsabile di una geografia urbana quantomento surreale. Surreale e pericolosa, dal momento che Fiumara è naturalmente soggetta ad alluvioni ed inondazioni. Le “spiagge” sono delle discariche a cielo aperto in mezzo alle quali i bambini della zona giocano indisturbati.
Sullo sfondo, oltre il tappeto di piccole case addossate l’una all’altra, il faro e i lavori in corso nell’area portuale: è aperto infatti il cantiere del nuovo grande porto turistico che dovrebbe sorgere entro un paio d’anni. Al momento i lavori sono bloccati per la mancata retribuzione degli operai, ma già le prime conseguenze sul territorio sono visibili (inquinamento notevolmente aumentato e spiaggia libera drasticamente ridotta).
Nel progetto della nuova e moderna struttura portuale non è stato però incluso un piano di riqualificazione urbana del territorio, che si appresta a rimanere così luogo di contraddizioni, diviso tra il lusso degli yacht e il degrado locale.

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