OR a PARTIZAN 2010
Lo scorso 20 novembre alcuni di noi hanno partecipato al corteo a L’Aquila, un’esperienza profonda anche a distanza di 20 mesi dal sisma. Probabilmante anche molte e molti di voi c’erano!
Continuando a sostenere le battaglie contro i Centri di Identificazione per i Migranti, le Campagne per la Difesa dei Beni Comuni, fotografando la Crisi dal basso, questo sabato dalle ore 18, OR partecipa a Partizan “Tu in che recinto sei?” con mostre fotografiche, video e banchetti informativi.
Se hai voglia di portare u
n lavoro fotografico attinente, raggiungici al Forte Prenestino
Partecipa alla Mostra….Esponiti!
INVADI IL MONDO DI FOTOGRAFIA!
La crisi è strutturale e si inscrive nei meccanismi di fondo del sistema capitalista, torna ciclicamente come opportunità per le classi dominanti di ridisegnare il quadro dei rapporti di forza nella società e rimette in moto nuovi meccanismi di accumulazione, draga ricchezza sociale dalle tasche dei produttori per rimpinguare quelle della rendita e della speculazione, rimodulando nel contempo le forme della governance con nuovi e più opportuni paradigmi disciplinari.
La militarizzazione del conflitto sociale, il ricorso allo stato d’eccezione in maniera sistematica e la creazione di “campi” recintati in cui rinchiudere i soggetti sociali problematici divengono dispositivi governamentali predominanti in questi tempi di gestione autoritaria della crisi.
Disciplinamento, controllo, stato d’eccezione permanente nella gestione
della forza lavoro immigrata e delle devianze sociali
(I CIE, le prigioni, i campi rom),
del territorio
(terremoto dell’Aquila e rifiuti in Campania),
degli spazi di socialità nelle metropoli
(stadio)
dei social network.
(facebook)
Su questi temi vogliamo chiamare al confronto tutte le persone che si sentiranno stimolate a farlo ritenendo che la logica del campo sia un dispositivo governamentale generale che vorrebbe informare di sé tutta la società capitalista nella fase attuale di gestione della crisi e che quindi la lotta contro di essa vada ricomposta nell’unità delle lotte sociali, unico antidoto alle derive totalitarie e fasciste, per individuare insieme possibili “vie di fuga” comuni dal filo spinato che vuole rinchiudere le nostre vite.









