Claudio Sica
L’acqua di tutti
Un viaggio tra i Borana
L’acqua vista come una merce e non come un diritto fondamentale dell’uomo è un concetto che va sempre più diffondendosi in diversi angoli del mondo. In molti paesi crescono le tensioni per la privatizzazione di ciò che è oramai definito l’“oro blu”.
Nelle aride distese dell’Oromia, nel sud dell’Etiopia, i Borana, pastori seminomadi, gestiscono le risorse idriche attraverso un’organizzazione di tipo comunitario e ne garantiscono l’utilizzo a tutti senza nessuno scambio di denaro. Pozzi centenari conosciuti come “Pozzi cantanti”, scavati a mano nella roccia e mantenuti attraverso una precisa condivisione di lavoro volontario, permettono la sopravvivenza di questa popolazione e della loro unica risorsa, il bestiame, nei lunghi periodi di siccità annuale. Lunghe catene umane raggiungono le profondità dei pozzi portando l’acqua in superficie e il loro lavoro è scandito da un canto che emerge e si spande nell’aria.
C’è una regola non scritta nella gestione dei pozzi secondo cui nessuno possa essere escluso dal loro utilizzo. Come se in questa remota regione del pianeta l’acqua assurga a simbolo di elemento unificante e pacificatore persino tra gruppi di etnie differenti.
La particolare organizzazione sociale dei Borana merita in questo periodo storico una speciale attenzione per il modo straordinario in cui riesce a garantire a tutti l’accesso all’acqua in una delle regioni più aride della Terra abitata.
Scheda tecnica mostra
Showreel
Claudio Sica
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