Uno sguardo breve.
La mostra segue la quotidianità di alcune donne palestinesi.
Ogni immagine è un racconto autosufficiente che descrive una sfaccettatura importante di una presenza che segue nella penombra, con il disagio della condizione di chi è negato, una storia dura, controversa.
Figura di secondo piano.
Oscurata dietro alle icone dell’occidente che avanza con i suoi canoni forti, avversi, improbabili per la propria società.
La donna palestinese svela in sé un moto interiore che non ha tempo.
Indagando nel suo incedere giornaliero si scopre un movimento perpetuo che la rende viva, importante, saldo riferimento.
In una società con l’uomo al centro, la vita della donna viene senza possibilità di scelta avvicinata, a volte sovrapposta ad una realtà fatta di eroi e martiri; di glorie e dolori; di orgoglio e lutto.
Con il suo passaggio silenzioso richiama lo sguardo esterno che non può far altro che posarsi in primo luogo sul suo movimento ai margini; per scendere idealmente poi dietro il velo, cogliere lo sguardo sfuggente ma sicuro di chi sa quello che è. Un corpo espressione che anche nell’immobilità ha consapevolezza della sua importanza e centralità in questa storia confusa che lo attraversa.
Scheda tecnica
12 immagini 30×40 cm

