Laura D’astolto

Suburra.

““Uno dopo l’altro, strascicando i passi lungo la linea che unisce un luogo (una casa) al limite del pericolo. Uno via dall’altro, stillando i versicoli giù per la verticale che dal piede precipita nell’ossido” [“Suburra”,di Giulio Marzaioli].

Nella suburra succedono cose che spesso vanno perse, e nessuno le ricorda più, lunga durata dello spazio urbano e durata istantanea dell’esperienza, di cui l’individuo può diventare preda indifesa, incapace di decidere. La Suburra era un vasto e popoloso quartiere dell’antica Roma situato sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell’Esquilino.

Questi scatti vengono dalla periferia di Pescara[Abruzzo], una cittadina dei giorni nostri, ed i suoi giovani annoiati. Lì la parola Suburra indica un degrado sociale e morale coesistente con la parte “Ricca”.

Ovviamente questo non si riferisce solo a Pescara, o Roma, o l’Italia, ma in tutti quei luoghi dove la lotta per l’arricchimento e per la conquista del potere affonda le sue radici nelle viscere della società; praticamente ovunque.

Ogni paese ha la sua Suburra, il che non è affatto consolatorio. È semplicemente un dato di fatto, nonostante l’insistenza da parte degli uomini di stato di bonificare le suburre con esempi di comportamenti più consoni e meno degradanti. Ma non sempre ci sono riusciti. Nei tempi e nei luoghi in cui la permanenza della Suburra si è protratta, quei paesi sono infatti usciti dalla storia. Non sempre sono riusciti a rientrarvi.

Scheda tecnica
6/8 foto montate su forex 3mm, 50x40cm.

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