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OR2010

Gioia Onorati

Figli di uno stesso padre

“Figli di uno stesso padre” recita la scritta sul magazzino abbandonato, in Via Casilina 900.

Figli dello stesso padre, loro, i bambini del campo Rom. Lo stesso nostro; quello che ha creato tutto a sua immagine e somiglianza…e per il quale siamo tutti fratelli.

Colui che tutto muove non ha icluso nel suo disegno divino proprio il popolo Rom, da sempre perseguitato, ghettizzato e disprezzato, suo malgrado.

Colui che tutto muove non ha considerato diversi aspetti della natura umana, primo fra tutti l’indifferenza.

I “piccoli” di ogni popolo hanno nel loro modo di essere e di agire la vitalità, la gioia e l’innocenza tipiche della loro età.

I bambini Rom hanno perso quell’innocenza, ma vivono ugualmente in un mondo tutto loro, fatto di colori, giochi e capricci.

Diventeranno grandi nel campo, la loro casa, il posto che li ha visti nascere e crescere. Diventeranno grandi nel nostro paese; per questo è importante una reale conoscenza della situazione e delle persone, nel loro modo di affrontare la vita, nelle loro qualità positive, nei loro limiti e nelle loro diversità.

Solo così capiremo concretamente gli aspetti positivi di una loro presenza qui.

Non possiamo comprendere con rispetto ciò che non conosciamo; a maggior ragione non capiremo mai ciò che ci ostiniamo ad ignorare.

“La gente cerca la via che porta al cielo per la semplice ragione che ha perso la strada sulla terra.”
Georgij Plechanov

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