La facciata, protagonista assoluta della mia mostra, viene rappresentata come elemento di comunicazione e di dialogo sia tra spazi o luoghi definiti fisicamente, sia come elemento di separazione o di unione tra realtà, situazioni, condizioni dell’essere.
La facciata, da e verso cui leggere spaccati di vita quotidiana, diviene autoritratto di realtà sociali. Con il “Qui dentro e là fuori” si coglie l’intimità di un luogo, l’essenza di una città e via dicendo.
Il cambiamento del punto di vista spesso svela il nascosto, rivela ciò che non appare, la verità che è dentro.
La mostra fotografica sarà articolata in tre sezioni:
- Nella 1a sezione (luce ed ombra), una serie di scatti colgono il gioco luminoso del sole, il contrasto tra masse esterne illuminate ed ombrosi interni protetti. La facciata come strumento linguistico fondamentale nella configurazione di uno spazio, quantificandone e qualificandone la luce, e di conseguenza nella generazione di ombre.
- Nella 2a sezione (in e out) si esprime il frenetico dialogo tra interno ed esterno. Esso si può manifestare in una facciata architettonica, in un’immagine di una stanza o di un paesaggio, da un occhio curioso di un passante che scorge vetrate illuminate.
- Nella 3a sezione, la facciata, da elemento reale e definito si rivoluziona, divenendo linea di confine tra l’immanente e il trascendente, tra fisico e metafisico.Lo spazio si smaterializza, trasferendosi nell’immaginario dell’universo.
Il mondo è là dentro e là fuori, e noi lo percepiamo, lo guardiamo……ne siamo parte (…..).
